La battaglia per la difesa dell’ospedale «Fallacara» è ormai giunta al livello istituzionale. Il sindaco Michele Cassano ha firmato una diffida spedita direttamente al direttore generale dell’Asl Bari, Nicola Pansini, intimandolo a non dare attuazione al declassamento del pronto soccorso in punto di primo intervento, così come previsto dall’atto aziendale che ha previsto un drastico ridimensionamento per il nosocomio triggianese. L’atto è motivato dalla circostanza che il Fallacara «si trova ubicato tra la SS 100 e la SS 16, strade di lunga percorrenza che consentono l’immediato raggiungimento del predetto pronto soccorso a tutela della salute dei pazienti in stato di emergenza e a tutela della sicurezza e della mobilità e pubblica incolumità». Il tenore della diffida lascia presagire, in caso di inadempimento, anche l’emissione di un’ordinanza sindacale in materia di sicurezza e salute pubblica di competenza del primo cittadino. Potrebbe, dunque, profilarsi anche uno scontro legale tra atti giuridici di diversa natura. In ogni caso, se le cose non dovessero mutare, l’amministrazione comunale è già intenzionata a spostare il confronto nelle aule di giustizia. La maggioranza sta valutando, infatti, la possibilità di un ricorso al Tar. Resta solo il dubbio se farlo contro l’atto aziendale, già emanato, ovvero avverso la delibera di adozione che sarà varata dalla giunta regionale. venerdì 3 settembre 2010
Ospedale Fallacara: Diffida al Direttore Pansini dell'ASL Bari da parte del sindaco Cassano.
La battaglia per la difesa dell’ospedale «Fallacara» è ormai giunta al livello istituzionale. Il sindaco Michele Cassano ha firmato una diffida spedita direttamente al direttore generale dell’Asl Bari, Nicola Pansini, intimandolo a non dare attuazione al declassamento del pronto soccorso in punto di primo intervento, così come previsto dall’atto aziendale che ha previsto un drastico ridimensionamento per il nosocomio triggianese. L’atto è motivato dalla circostanza che il Fallacara «si trova ubicato tra la SS 100 e la SS 16, strade di lunga percorrenza che consentono l’immediato raggiungimento del predetto pronto soccorso a tutela della salute dei pazienti in stato di emergenza e a tutela della sicurezza e della mobilità e pubblica incolumità». Il tenore della diffida lascia presagire, in caso di inadempimento, anche l’emissione di un’ordinanza sindacale in materia di sicurezza e salute pubblica di competenza del primo cittadino. Potrebbe, dunque, profilarsi anche uno scontro legale tra atti giuridici di diversa natura. In ogni caso, se le cose non dovessero mutare, l’amministrazione comunale è già intenzionata a spostare il confronto nelle aule di giustizia. La maggioranza sta valutando, infatti, la possibilità di un ricorso al Tar. Resta solo il dubbio se farlo contro l’atto aziendale, già emanato, ovvero avverso la delibera di adozione che sarà varata dalla giunta regionale.
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