La circonvallazione Nord sarà pronta entro la fine dell’anno. La grande opera infrastrutturale che risolverà il problema traffico su via Casalino e corso Vittorio Emanuele sta per vedere la luce. Inizialmente i tempi di realizzazione stimati erano di certo più brevi ma non sono mancate le difficoltà in corso d’opera, come problemi nel sottosuolo non preventivati. In questi giorni, tuttavia, è ben visibile la fase di conclusione dei lavori per la realizzazione della grande rotatoria su via Carlo Alberto, in prossimità della scuola elementare «Rodari», che unirà i due tratti della nuova circonvallazione. Già da tempo è stato realizzato anche il cavalcaferrovia. L’opera è in avanzato stato di esecuzione tanto che si ipotizza addirittura la conclusione dei lavori entro un paio di mesi. Certo, non sono mancate polemiche soprattutto per la vicinanza della nuova arteria alla scuola elementare e per l’utilizzo di una parte del giardino della struttura didattica per il sedime della strada. Tuttavia, è innegabile l’utilità della nuova circonvallazione che rappresenta un’ope - ra invocata da sempre per snellire l’intenso traffico che attualmente si riversa su vorso Vittorio Emanuele e via Casalino, ovvero l’asse obbligatorio per attraversare la città dalla statale 16 alla statale 100. Per completare e chiudere l’«anello» intorno a Triggiano, è in fase di approvazione anche l’ultima bretella che collegherà l’ospedale Fallacara con la provinciale 60 Triggiano-San Giorgio. In questo modo, sarà possibile bypassare completamente il centro abitato ovvero scegliere il pun to di accesso più comodo e più vicino alla propria destinazione. In pratica, la città avrà, a regime, il suo grande raccordo anulare che la cingerà per intero.
Entrambe le opere sono state realizzate anche per rendere più agevole il raggiungimento dell’ospedale Fallacara per il quale, in questi giorni, resta caldo il tema del suo annunciato drastico ridimensionamento. Ma l’alleggerimento del traffico all’interno dell’abitato consentirà anche di migliorare la qualità della vita, facendo abbassare i livelli dei gas di scarico e l’inquinamento acustico che, durante alcune ore critiche, sono evidentemente intollerabili. L’unico «problema», allo stato, è il mancato accreditamento del finanziamento regionale concesso per finanziare l’opera. Ma dovrebbe trattarsi solo di un ritardo burocratico dato che non è in discussione il sovvenzionamento.




















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